NEWS da Makers Italy

News in diretta dallo stand più luminoso della fiera Makers Italy, il primo giorno è andato abbiamo conosciuto un sacco di persone interessanti ed interessate. I progetti dei nostri designer e i campioni delle nostre PMI riscuotono il meritato successo, abbiamo ricevuto diverse domande e forse c’è già una prospettiva per un upgrade delle lampade di Marta con un produttore di materiale elettrico di passaggio.

Nei momenti scarici ci siamo concessi un giretto per la vicina fiera di robotica e devo dire che vedere dei droidi animati rincorrere con lo sguardo una pallina rossa è davvero emozionante. Presto vi caricheremo le foto.

Oggi era anche il giorno del nostro workshop condiviso con Crispy e U-Start. Dopo un inizio un po’ freddo siamo riusciti a coinvolgere attivamente una platea piuttosto affollata per gli standard della fiera, divertendoci e divertendo. L’approccio Crispy all’imprenditoria e ai Makers è decisamente a prova d’imbarazzo!

In chiusura la nostra Clara ha raccontato della sua esperienza con di collaborazione con Vinoir che si è poi concretizzata in un progetto startup The Hand che selezionato dal bando Incredibol. Il racconto di un’esperienza andata a buon fine ha riscaldato gli animi e regalandoci anche una discreta sessione di Q&A.

Un’altra sorpresa sono stati i progetti degli stand vicini che da soli rendono l’esperienza di questa fiera decisamente positiva. Ci sono ancora due giorni per venire a trovarci, vi aspettiamo!

Cascate AFajolo da Makers Italy

Dal 9 all’11 Novembre a Milano Rho è di scena la “Fiera-laboratorio MAKERS ITALY dedicata all’inventiva e all’intraprendenza dei makers e dei creativi tecnologici italiani” e noi ovviamente non potevamo mancare. Saremo ospiti all’interno della Kaloob Arena – Startup in movimento, quindi veniteci a trovare!!! Con noi ci saranno alcuni dei vostri pezzi esposti:

I vasi di Arredovasi,
le sue lampade di riutilizzo si Marta Mongiorgi e Scenicamente,
gli sgabelli ispirati al climbing di Nicola Dalla Costa,
dei prototipi di materiale biodegradabile e sostenibile ideato da Alessia Campestrini;

Non potevano però mancare degli ambasciatori del saper fare italiano di qualità, ospiteremo ML engraving con un paio di pezzi a dimostrazione della loro incisione di altissima qualità e Milano Meccanica con qualche esempio dei loro prototipi.

Segnatevi poi Venerdì 14-16 orario in cui terremo un workshop con i nostri amici di Crispy nell’arena Kaloob in cui ascolteremo la testimonianza di Clara Giardina e il suo In Hand, capiremo quali domande farsi prima di decidere d’investire su una buona idea e come muoversi per valorizzarla.

Se anche tu stai pensando ad un progetto, o vuoi investire su te stesso e diventare un’independent designer partecipa e diventerai protagonista di una sessione di lavoro interattiva dove non saranno gli altri a darti le risposte…

Analisi dei Brand by Beatrice Ferrari

L’ULTIMO NATO in casa Ilori

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Il significato vero e proprio del nome è ‘Tesoro Speciale’ ed è stato scelto dall’azienda Luxottica per identificare la prima catena di negozi di lusso dedicata ‘ai tesori degli occhiali da sole’.

Un posizionamento innovativo in linea con una richiesta del mercato sempre più forte per accessori originali ed esclusivi. Potrebbe essere una parola completamente inventata, è facile da pronunciare a livello internazionale e semplice da memorizzare; Ilori vanta origini africane, dove viene utilizzato come nome di battesimo al femminile. Si tratta di trisillabo dalla sonorità tipicamente esotica che rimanda sia ai mondi afro-orientali che a quelli caraibici.

La ripetizione della /i/ a inizio e  ne parola connotano il suono da un’intimità giocosa e simpatica carica di immagini, di viaggi, scoperte e orizzonti nuovi. A primo impatto il marchio sembra essere realizzato da motivi floreali: trasmette leggerezza, sinuosità, eleganza e sofisticatezza. La preziosa cornice nasconde però diversi animali: il pavone centrale, simbolo di immortalità, circonda il brand con la sua coda vanitosa e ammaliante. In alto a destra appare un cervo, simbolo di rigenerazione vitale, e in basso due grifoni, simboli di potere divino, maestà e potenza, emergono sulle zampe del pavone. Il colore dominante è il viola che prende il nome dal  ore omonimo: una cromia legata al potere e al prestigio, sia negli abiti che nelle pietre preziose, scelto per foderare le corone d’oro dei regnanti. Il bianco completa la composizione esprimendo purezza, candore ed energia positiva.

ILORI è inscritto in una forma morbida e aperta che evoca le linee di un occhio. Il carattere è maiuscolo, lineare e bold, molto leggibile anche nelle dimensioni ridotte (ad esempio nelle astine degli occhiali). La ‘o’ cade centralmente dando stabilità visiva e valorizzando ulteriormente l’impatto globale del marchio.

Il brand del mese: LAMBORGHINI

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Fonetica
/lam-bor-ghi-ni/ un quadrisillabo lungo dal ritmo tranquillo che presenta una sonorità decisa e allo stesso tempo acuta: i nessi consonantici centrali /b/ e /gh/ accompagnati dalla ripetizione vocalica finale /i/ partecipano infatti a esprimere forza e precisione.

Morfologia
Cognome italiano raro e principalmente presente nel nord del paese, Lamborghini è composto dalla parola germanica ‘land’ che significa paese e da quella latina ‘borgo’ che indica una piccola contrada. Il cognome
viene poi caratterizzato da un diminutivo maschile plurale ‘-ini’, con un significato complessivo di ‘Paesi delle piccole contrade’.

Semantica
Automobili Lamborghini nasce nel 1963, a Sant’Agata Bolognese ed è il cognome di Ferruccio, il fondatore della casa automobilistica di questo paesino dell’emiliano. Il suo percorso imprenditoriale parte dai trattori agricoli per poi dar vita a uno dei brand di auto sportive di lusso più ambito al mondo.

Iconografia
L’origine del simbolo è legata alla data di nascita di Ferruccio Lamborghini, classe 1916, segno zodiacale
Toro. Il toro è simbolo di forza vitale e di potenza virile. Nella simbologia astrologica dello zodiaco è un ‘segno di terra’, è impetuoso, solido e vitale. L’inscrizione in uno scudo dà origine a uno stemma che rimanda a immagini di ricchezza e nobiltà.

Cromia
Nero-oro è l’accostamento cromatico del lusso, della ricchezza, del benessere sfacciatamente aggressivo; è maschile, energico e molto adeguato a macchine supersportive. Il nero è sobrio, elegante e ricercato, mentre l’oro è estroverso, dinamico e senz’altro prezioso.

Tipografia
Lo stemma presenta un carattere maiuscolo, lineare, grassetto, di ottima lettura: segue la curva dello
scudetto in modo armonioso, e chiude il marchio verso l’alto dando una grande stabilità compositiva. Il
trattamento 3D rende il marchio attuale. Un secondo font viene invece utilizzato sul retro delle automobili.

Béatrice Ferrari è la voce più significativa del brand naming in Italia. Laureata in semiotica, comincia la sua pratica a Parigi per sbarcare nel 1989 a Milano e fondare la società Nomen Italia, prima realtà italiana completamente dedicata alla creazione di nomi commerciali della quale è socio e amministratore per 16 anni. Dal 2005 opera come professionista indipendente: offre collaborazioni di tipo strategico (brand architecture, global positioning) e creativo (brand naming e renaming). 
Nel 2008 lancia il brand Synesia®, che identifica un nuovo modo di fare consulenza nel campo del branding. 
http://www.beatriceferrari.com
http://www.synesia.com

a volo d’angelo sul decreto sviluppo

In apertura di questo post non vi rivelerò nulla di nuovo: il secondo decreto sviluppo redatto dal governo tecnico è stato approvato al scorsa settimana dal consiglio.

Ci sono giustamente tante aspettative su questi provvedimenti, attenzioni che sono in parte dovute anche agli squilli di tromba e rulli di tamburi che ne hanno accompagnato l’iter fino alla presentazione come cura per la nostra economia che arranca e ormai possiamo smettere di fingere che non sia così.

Nel nostro paese ogni volta che provvedimenti come questo vengono presentati parte la gara delle critiche, esperti e opinionisti spulciano le singole azioni verificandone l’attuabilità e le conseguenze, ma ciò che spesso manca a livello di cittadino che cerca informazioni è una visione d’insieme che presenti le mosse con le relative contromosse, in fondo non si può valutare l’efficecia di un Arrocco negli scacchi considerando separatamente le posizioni di re e torre.

Questo post, quindi non presenterà nulla di nuovo ma cercherà di rendere il decreto comprensibile nella sua globalità, alla ricerca della visione che forse ne sta alla base.

Una grossa fetta di cambiamento è data dal recepimento dell’Agenda Digitale Europea, che quindi non è stata sviluppata dai nostri tecnici specificamente per l’Italia, ma segue una logica europea e impegna il Governo a presentare annualmente al Parlamento una relazione aggiornata sull’attuazione delle iniziative. L’obiettivo dei provvedimenti è di trarre pieno beneficio dall’Unione europea, finora ci siamo limitati alla libera circolazione di merci, denaro e persone, questi provvedimenti mirano a standardizzare i formati e le procedure così avremo finalmente anche la libera circolazione delle informazioni nazionali.

Nel concreto che cosa prevede:

– semplificazione della gestione dei diritti di autore e di licenze transfrontaliere;

- agevolazione delle fatturazioni e dei pagamenti elettronici;

- unione delle numerazione dei servizi e delle bande dello spettro;

- standardizzazione dei dispositivi, applicazioni, banche dati, servizi e reti;

- contrasto alla criminalità informatica;

- diffusione dell’accesso ad Internet veloce e superveloce per tutti a prezzi competitivi; il governo si impegna a portare connessioni ad almeno 2 mbps nelle aree non ancora coperte. Ai 600 milioni di euro già stanziati in materia per il sud, se ne aggiungono 150 per il centro-nord. Semplificate alcune procedure e adempimenti autorizzatori per favorire la diffusione della banda ultralarga, anche senza fili;

- migliorare l’alfabetizzazione digitale;

- potenziamento della ricerca di soluzioni digitali ai grandi problemi sociali come: controllo delle emissioni CO2; sviluppo della medicina elettronica e i sistemi e servizi di telemedicina; ottimizzare il trasporto pubblico…;

Alcune di queste iniziative di ottimizzazione digitale sono state scalate sul nostro paese in quanto digitale è sinonimo di rapido, gestibile, condivisibile ed economico; non fraintendente, i dati digitali sono economici nel lungo termine in quanto non hanno carta, non occupano spazio e quindi non necessitano di archivi, e permettono una più diretta partecipazione del cittadino nella redazione e gestione delle pratiche riducendo i passaggi; detto ciò il processo di digitalizzazione dello storico di dati è molto oneroso.

Il governo quindi si appresta a fare ciò che nelle nostre case è successo negli ultimi 20 anni: la riduzione drastica di foglietti e penne sparsi per la casa e il moltiplicarsi di supporti carichi di Gb di dati e informazioni.

Possiamo raggruppare in questo processo di eliminazione di post-it e foglietti i provvedimenti che prevedono:

- la creazione di un unico documento elettronico valido come carta di identità e tessera sanitaria;

- la creazione di un organo di gestione degli indici dell’anagrafe nazionale e dei residenti all’estero che is chiamerà Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente; questa unione permetterà all’Istat di effettuare annualmente il censimento della popolazione e delle abitazioni, realizzando anche l’Archivio nazionale delle strade e dei numeri civici; considerando i 590 mil € spesi per il censimento del 2011 ne risulta un risparmio significativo;

- l’utilizzo di biglietti elettronici nel trasporto pubblico interoperabili per integrare i servizi, e dei sistemi di trasporto intelligenti (Its) che consentono la creazione di nuovi servizi informativi su traffico e viabilità, servizi per la prenotazione di aree di parcheggio e per l’emergenza su strada;

- la regiztrazione di tutta la storia clinica di ogni cittadino in un unico “fascicolo sanitario elettronico” (FSE), che conterrà tutti i dati in formato digitale dei pazienti;

- standardizzazione su scala nazionale delle prescrizioni mediche che diventeranno digitali e spendibili in tutto il paese;

- la redazione di un fascicolo elettronico per gestire in formato digitale la carriera universitaria di ogni iscritto per l’anno accademico 2013-2014;

- l’adozione di libri di testo digitali nelle scuole verso ad una completo abbandono delle versioni cartacee per l’anno accademico 2013-2014;

- la digitalizzazione delle comunicazioni tra cittadini e Amministrazione. Dal 2013 ogni cittadino avrà un indirizzo di posta elettronica certificata, che diventerà il proprio “domicilio digitale” e sarà inserito nella nuova Anagrafe. Un messaggio creato e inviato tramite PEC ha lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento tradizionale garantendo così il non ripudio, con il vantaggio che la ricevuta di consegna contiene anche il messaggio, gli allegati e le identità del mittente e del destinatario di PEC anch’essi certificati. Tramite PEC i cittadini potranno gestire anche tutte le comunicazioni dei processi civili e effettuare le principali comunicazioni legate alle procedure fallimentari.

 

L’attualità di questi mesi ha portato all’attenzione di tutti come la mancanza di trasparenza abbia per anni prosciugato i conti pubblici gettandoci nel baratro da cui stiamo cercando di risalire; a questo proposito sono state inserite nel decreto le seguenti iniziative:

- i dati prodotti dalle Pubbliche amministrazioni dovranno pubblicati online e consultabili da chiunque, per fare questo dovranno utilizzare il formato aperto o “open data“, la standardizzazione consentirà inoltre l’utilizzo congiunto di diverse banche dati favorendo l’analisi e la realizzazione di nuovi servizi, applicazioni e soluzioni. In questo c’ispiriamo all’iniziativa attuata dal Governo Barack negli USA con la Direttiva sull’Open government nel dicembre 2009, che si è tradotta nella creazione di un sito aperto che raccoglie in un unico portale tutte le informazioni rese disponibili dagli enti statunitensi in formato aperto.

- le Pubbliche Amministrazioni saranno obbligate a svolgere i propri acquisti per via telematica, e a pubblicarli online. Le amministrazioni saranno inoltre obbligate ad accettare anche pagamenti elettronici;

- anche i privati che vendono e forniscono beni/servizi dovranno utilizzare i pagamenti elettronici anche bancomat dal 2014;

- vengono riviste alcune politiche poco trasparenti e vincoli protezionisti nel mercato delle assicurazioni per favore la concorrenza e la tutela del consumatore;

- viene affidata all’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (IVASS) la prevenzione amministrativa delle frodi assicurative della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore tramite la costituzione di un archivio informatico integrato;

 

Numerosi provvedimenti sono stati pensati per semplificare il fare impresa nel nostro paese, molto è stato fatto a partire dal rapporto “Restart, Italia!” redatto dalla Task force creata dal ministro Passera sul movimento delle Startup Italiane. I provvedimenti mirano a:

- favorire le costruzioni di nuove infrastrutture che risultino opere strategiche per il paese, grazie ad un credito di imposta fino ad un massimo del 50% su IRES e IRAP. Le grandi infrastrutture hanno il pregio di stimolare indotto positivo per le entrate pubbliche;

- monitorare il sistema degli incentivi pubblici rilasciati alle startup grazie alla loro registrazione in un’apposita sezione nel Registro delle imprese, in cui verranno inseriti anche gli incubatori certificati;

- formalizzare il ruolo d’incubatore certificato di imprese startup innovative per tutelare i consumatori; un incubatore certificato è quindi una società di capitali che offre servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di startup innovative con specifici requisiti di risorse materiali e professionali per svolgere tale attività;

- sponsorizzare la nascita di nuove iniziative imprenditoriali tramite lo stanziamento di 200 milioni €; la detraibilità dei capitali privati investiti in startup; la considerazione della raccolta diffusa di capitali di rischio tramite portali online (crowdfunding) come canale percorribile di finanziamento la cui vigilanza viene affidata alla Consob per tutelare gli investitori non professionali; la costituzione di uno Sportello unico per l’attrazione di investimenti esteri  che fa capo al ministero dello Sviluppo economico dove i soggetti imprenditoriali che abbiano intenzione di realizzare investimenti di tipo produttivo e industriale sul territorio italiano potranno avere tutto il supporto necessario; una diversa regolamentazione dei confidi che gli consente di rafforzarsi patrimonialmente e continuare a svolgere il ruolo di sostegno all’accesso al credito delle piccole e medie imprese, rivelatosi fondamentale in questi anni di crisi;

- semplificazione della creazione di imprese ad alto rischio, rendendo più flessibile la gestione degli obblighi di ricapitalizzazione; allentando i vincoli delle forme giuridiche SRL e SPA, per facilitare l’ingresso di capitale nelle startup; svincolando i ruoli di socio nelle società con la libera determinazione dei diritti attribuiti, iniziativa che apre la strada agli strumenti finanziari partecipativi; facilitando della partecipazione diretta al rischio di impresa, ad esempio attraverso l’assegnazione di stock options al personale dipendente o ai collaboratori di un’impresa startup; riducendo gli oneri di avvio di startup innovative e incubatori certificati: esonero dai diritti di bollo e di segreteria per l’iscrizione al Registro delle Imprese, e esonero dal pagamento del diritto annuale delle Camere di commercio; creando dei contratti di lavoro subordinato appositi per non gravare troppo sull’avviamento di nuove attività, saranno contratti a tempo determinato di 6-36 mesi con il vincolo dell’assunzione a tempo indeterminato dopo un massimo di 48 mesi;

- Creazione di una cultura dell’imprenditorialità e dell’innovazione con apposite campagne di sensibilizzazione il ministro dello Sviluppo economico dovrà monitorare le iniziative presentando annualmente una relazione;

 

Infine alcuni decreti si occupano di tagliare alcune voci della spesa pubblica:

- Le Forze armate dovranno ridurre gli organici entro il 2016 passando dai 190mila a 170mila unità

- Nelle Pubbliche Amministrazioni vengono telematizzate tutte le certificazioni di malattia e di congedo parentale;

- Verranno istituiti speciali centri scolastici digitali in ambiti territoriali particolarmente isolati;

 

Molte azioni che vanno in diverse direzioni per correggere lungaggini e vincoli che stanno bloccando ogni iniziativa di ripresa. Voi che ne pensate, avreste forse seguito una diversa logica o gerarchia?

Put a stake in the ground!

Il settembre milanese vede le agende infuocarsi di convegni, workshop, presentazioni e inaugurazioni. In questi giorni la settimana della comunicazione coinvolge istituzioni, agenzie, associazioni nella presentazione e discussione del futuro e presente della comunicazione tra nuovi media e stagnazione dei mercati.

La settimana scorsa ho avuto modo di sentire Jason Best, esperto economista coinvolto nella stesura di policy e regolamenti che permettano di rendere legale e sicuro il crowd-funding in America, pratica attualmente diffusa e esistente ma che ancora non si rifà a una legislazione apposita.

La conferenza è stata davvero interessante e ha mostrato come gli americani abbiano effettivamente un approccio molto più pragmatico rispetto a noi italiani. Loro infatti sono stati capaci di mettere da parte i ruoli abituali di concorrenti, oppositori politici e altro per rendere praticabile una concreta opportunità d’innovazione e uscita dalla crisi.


Tra le sue parole una frase mi ha particolarmente colpita, al punto che è divenuta il titolo di quest articolo, un modo di dire americano “to put a stake in the ground” che vuole significare l’azione concreta di farsi avanti con una soluzione invece di limitarsi a evidenziare un problema.
Questa a mio parere è la bandiera del movimento delle startup a cui stiamo assistendo, quest atteggiamento è la scintilla che porta alla nascita di nuovi progetti e innovazioni, che poi se alla scintilla si accompagnano una buona dose di coraggio, responsabilità e testardaggine generano il famoso e ricercato spirito imprenditoriale.

Qualche giorno fa ho incontrato un giovane (secondo il concetto italiano del termine, in quanto non è ancora arrivato ai 40) designer, ci siamo confrontati su quale sia il miglior modo per approcciare le tante PMI italiane che oggi più di un tempo potrebbero essere interessate a progetti di design.

La risposta? Put a stake in the ground!

Le aziende oggi non vogliono qualcuno che le faccia perdere tempo dicendogli quello che potrebbero o dovrebbero fare, i tempi dei progetti e delle opportunità teoriche sono scaduti da un po’.
Oggi servono risposte, semplici e attuabili. Si tratta di partire preparati, un tempo si andava al colloquio di lavoro lustrando il CV e facendo sfoggio delle esperienze passate; oggi ci si presenta preparati, conoscendo l’azienda che ci sta di fronte e consapevoli della differenza concreta che la nostra presenza può fare al suo interno. Un tempo bastava avere un grafico, oggi le competenze non bastano, ciò che è davvero importante è il valore che la persona, con i suoi interessi, il suo network e il suo stile può creare per l’azienda.

Stessa cosa per partnership e fornitori. Un progettista che si propone ad un azienda in difficoltà deve mostrare il proprio valore, deve essere imprenditore del suo talento, pianificando le mosse decidendo le priorità e settando gli obiettivi.

Siamo nell’era dell’agire e del comunicare e la prima cosa su cui investire è il proprio talento e futuro.

AFajolo:

Un’interessante e utile lettura consigliataci da DMS sull’utilizzo degli SMS nel customer care e direct marketing

Originally posted on Direct Marketing System:

Vi propongo la lettura di un E-book sul mondo dell’SMS Marketing, ovvero la migliore forma di Marketing e Comunicazione utilizzabile dalle attività commerciali, dalle associazioni e dagli Enti sia pubblici che privati.

L’invio di un sms per scopi commerciali o informativi è ben diverso dall’inviare sms dal proprio cellulare verso amici, parenti o conoscenti. Per essere efficace bisogna affidarsi a seri fornitori di strumenti professionali;

Attenzione! Quando dico strumenti professionali non mi riferisco alla maggior parte delle piattaforme che si trovano online e che forniscono servizi a basso costo ma a strumenti realmente funzionali, fornite da aziende che oltre a fornire una piattaforma ottimamente strutturata fornisca anche assistenza tecnica garantita, consulenza Marketing per ottenere il massimo tramite agenti sul territorio nazionale… che fornisca realmente un servizio professionale!

Nel libro troverete moltissime indicazioni utili su come cominciare a muoversi in quest’ambito!

Una nota negativa del testo? Onestamente avrei preferito meno sponsorizzazioni……

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T-shirt e jeans vs abito e cravatta?

La saggezza popolare lo diceva da molto tempo: “l’abito non fa il monaco” ma senz’altro oggi nuovi capi di abbigliamento si sono fatti bandiere di nuovi ideali, t-shirt vs giacca e cravatta, creatività vs teoria applicata. Questo cambiamento è percepibile in tutto il mondo del lavoro, e in maniera molto forte nelle startup, che rappresentando i semi delle imprese di domani, sono molto attente a captare i segnali del mondo che vivremo.

t-shirt vs cravatta

Nuovi valori quindi che ridefiniscono il concetto di professionalità.

Tronando agli albori del lavoro industriale vediamo che il concetto di buon lavoratore era molto meccanico da una frase molto discutibile di Henry Ford: “perché ogni volta che chiedo delle mani arrivano con un cervello attaccato?”

Successivamente il modello giapponese della Total Quality Management ha caricato quelle stesse mani della responsabilità del proprio pezzettino di processo di montaggio, incaricando l’addetto del dovere di sgnalare eventuali malfunzionamenti e della facoltà di proporre migliorie. Oggi si è scoperto un nuovo valore nei lavoratori in quanto persone.

La diffusione del crowdsourcing, delle iniziative imprenditoriali e startup nei settori più diversi hanno portato alla luce un grande desiderio di partecipazione attiva al miglioramento della propria vita in primis, che però spesso coincide con la generazione di valore sia economico che di significato, vedi l’esempio eclatante di Wikipedia, dove gli utenti sono anche le risorse umane che ne permettono lo sviluppo; ma anche più vicino a noi, l’introduzione di un nuovo portale di booking delle ferrovie dello stato che permette di visualizzare la migliore offerta con una flessibilità di qualche giorno, nato dopo che l’Ing Mattia Citterio ne aveva sviluppato un app beta (in questo caso particolare al povero ingegnere alla fine non ne è venuto nulla, alcune clausule legali infatti impedivano a chiunque di utilizzare i contenuti prodotti da trenitalia senza un’esplicita atuorizzazione, la sua app è quindi stata sospesa quasi subito, ma la sua proattività ha notevolmente migliorato l’esperienza di tutti noi fruitori di Trenitalia).

Da divise aziendali a giacche e cravatte e da giacche e cravatte a la cosa che più ti rappresenta, abiti che simboleggiano come sia cambiato nel tempo l’ideale del buon lavoratore: da buoni esecutori a buoni conoscitori di “ciò che è giusto fare” fino ad oggi quando il senso critico e la capacità di immaginare scenari migliori sono il vero plus. Ma come diceva Enrico Pedretti commentando un mio precedente post su Manageritalia “ci vuole un paese diverso che guardi avanti e non indietro. Ci vuole che l’errore sia non tollerato, ma incentivato quale scarto della crescita, cambimento e innovazione. Ci vuole che valga la competenza e non la provenienza e l’appartenenza”. Il modo di lavorare e di concepire il lavoro sta cambiando, ma il sistema è pronto per favorire questo nuovo approccio più critico e per questo più portato al miglioramento? Siamo pronti a lasciare spazio alla sperimentazione, ad andare contro a “ciò che è giusto” per scoprire che cosa invece è più adatto in questo particolare contesto? Ad andare al di là delle apparenze e accettare che la competenza può venire da percorsi di crescita non convenzionali?

Le startup sono naturalmente portate a mettere in discussione modelli esistenti e le teorie economiche, lanciandosi in strategie anti-convenzionali, il più delle volte per motivi molto pragmatici di scaristà di risorse che impongono approcci “creativi”, perché si sà “la necessità aguzza l’ingegno”.

AFajolo:

usare i QR code in modo intelligente, ispiratevi a queste campagne raccolte dai nostri amici di DMS

Originally posted on Direct Marketing System:

Ecco una piccola rassegna di alcune delle migliori campagne pubblicitarie in QR-Code nel 2012.

 

In Korea la Emart ha realizzato una campagna in QR-Code per aumentare le vendite  durante l’ora di pranzo. Nello specifico una campagna mirata sulla fascia oraria dalle 12:00 alle 13:00 con un QR-Code generato tramite le ombre che si generano in quella specifica fascia oraria.

 

 

AMERICANINO, brand d’abbigliamento ha creato un pop-up “ipnotizzante” che invitava i giovani a spogliarsi in pubblico. Chi lo ha fatto ha ricevuto in regalo degli abiti dello stesso brand.

 

 

AXE – mai desiderato avere degli “spioncini” per sbirciare nei bagni delle ragazze? In diversi locali del PortoRico, discoteche, pub, ecc. sono stati piazzati degli “spioncini” virtuali nei bagni degli uomini con i quali, tramite QR-Code, si accedeva a video piccanti realizzati nei bagli femminili…il tutto poi con clip condivise su Facebook.
I risultati di “Peep” sono…

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AFajolo:

Un’interessante post dagli amici di DMS su come cambiano le regole del SEO

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Altro utilissimo articolo scritto da Riccardo Scandellari su www.skande.com

 

La generazione di collegamenti o “link building” è uno degli assi portanti di qualsiasi strategia SEO.
Da quando l’aggiornamento dell’algoritmo denominato “penguin” ha fatto il suo debutto il 24 aprile scorso, questa pratica è diventata pericolosa, se fatta cercando di ingannare Google e capace di “rovinare” chi intraprende programmi di ottimizzazione dei motori di ricerca. Per aiutare gli operatori del settore a camminare su un terreno solido nelle sabbie mobili della SEO, Single Grain si è lanciata nel non facile compito di scrivere delle regole su come non rimanere fregati nelle SERP del celebre motore di ricerca.

 

Ecco le11 leggi, non scritte, della generazione dei link:

1. Pubblicare contenuti di qualità:
la qualità del contenuto è un importantissimo “magnete” per ottenere i link in ingresso. Fare dei post sul blog aziendale che induca la…

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Benvenuta Lovli – scopriamo il talent store nelle parole di Tiziano Pazzini

Qualche settimana prima del lancio di Lovli, il talent store italiano sono riuscita a prelevare per un’oretta dal suo busy schedule Tiziano Pazzini, giovane startupper idatore della pittaforma assieme ad Alberto Galimberti.

I giorni che precedono il lancio di una nuova impresa sono a dir poco frenetici e il bioritmo dello startupper raggiunge i ritmi da sole di mezzanotte dei paesi nordici.

Ci incontriamo nel giardino di Hub Milano, in via Sarpi, per goderci il le lunghe giornate estive. Hub si può dire sia la location più naturale per parlare di Startup a Milano in quanto patria del social business e luogo di ritrovo di molti startupper.

Lovli è una piattaforma di promozione, consente a designer indipendenti di promuoversi per un giorno presentando alcuni dei loro prodotti (3-15 pezzi) ad un prezzo scontato. I vantaggi sono notevoli, inanzitutto una buona copertura mediatica, che equivale in preziosissima visibilità per il creativo, che difficilmente da solo avrebbe un budget tale da ottenere lo stesso risultato, l’opportunità di vendere su scala nazionale e internazionale le proprie creazioni promuovendo anche i propri canali tradizionali di distribuzione, e una forte attenzione sull’artista e sul valore aggiunto di avere un prodotto di design rispetto alla grande distribuzione o ai brand affermati.

Un Designer al giorno per tutti i giorni feriali dell’anno.  Il modello consiste nella vendita di buone quantità per una varietà limitata in poco tempo; queste caratteristiche lo rendono adatto a designer con delle produzioni industriali; designer con produzioni semi-artigianali; per i designer artigiani/artisti Lolvi ha ideato uno speciale modello che ne raggruppa 4-5 con la prospettiva di permettergli magari di ottenere il successo necessario per iniziare a produrrsi industrialmente.
Nei weekend invece non vengono presentati designer nel blog lovli, ma per parlare di realtà come HUB, che hanno un impatto positivo sul territorio (collettivi, Hub, social business,…).

Rompo il ghiaccio chiedendo a Tiziano di come sia nato Lovli, domanda a cui in genere gli startupper reagiscono come una madre affettuosa, che con gli occhi luccicanti racconta i successi del loro adorato figliolo. Lovli contrariamente a quanto mi aspettassi è stato concepito in modo molto razionalizzato, Tiziano e Alberto, dopo aver accumulato un discreto successo all’interno di medio grandi imprese hanno sentito il desiderio di avere qualcosa di loro; si sono quindi seduti ad un tavolo con da un lato una lista dei modelli di business innovativi e promettenti già presenti sul mercato internazionale e dall’altro delle liste con i rispettivi interessi. Hanno quindi fatto un matching per ottenere un progetto che rappresentasse al 100% i loro interessi e che avesse un futuro economicamente promettente.

Da quest’approccio molto calcolatore emerge tutta l’esperienza e la pragmaticità che solo l’esperienza lavorativa può insegnare. Tiziano infatti ha 31 anni, con un’esperienza che lui definisce di “marketing tradizionale”: master bocconi seguito da un primo lavoro da Autogrill inizialmente nella brand side (in particolare per i self service) poi nell’area corporate. Ne fa seguito un’esperienza in Ferrero come responsabile corporate per i paesi asiatici e poi specializzato nella divisione del kinder bueno. Una carriera brillante lasciata a Febbraio per dedicarsi a lovli al 100% per cui si occupa di scouting dei designer, degli incontri faccia a faccia per creare poi i contenuti.
Alberto frequenta il medesimo master alla bocconi, poi entra nel dipartimento di marketing in aziende di mobile service – attualmente è basato negli USA, quindi in gran parte lavorano da remoto. Attualmente per Lovli si occupa di tradurre i contenuti sviluppati da Tiziano per il web.

In quanto manager navigati si erano dati 3 mesi di tempo per passare dall’idea di progetto al lancio vero e proprio, a questa affermazione io ho strabuzzato gli occhi e Tiziano ha quindi ammesso di non aver calcolato le tempistiche italiane. “Lovli è stata incubata da un centro specializzato e questo in effetti ha creato dei vincoli burocratici che non ci aspettavamo.” L’esperienza nell’incubatore per Lovli è stata un po’ controversa, utilissima dal punto di vista delle risorse e di determinati passaggi, ma anche macchinosa e sovra-strutturata in altri momenti. Diciamo che Tiziano e Alberto non sono i classici startupper con cui gli incubatori si trovano  a lavorare, i due erano molto più autonomi della norma, e avrebbero forse beneficiato di una struttura più flessibile e dinamica, che permettesse di utilizzare determinate risorse in modo magari più profiquo; ma nessun rimpianto o pentimento, l’esperienza nell’incubatore è stata utile e Tiziano tornando in dietro la ripeterebbe comunque.

screenshot Lovli homepage

La fase di seed è stata studiata a tavolino, con un ottimo piano di lavoro. “Per comodità all’inizio abbiamo diviso il progetto in 3 aree: hardware, comunicazione, prodotto che includeva i designer e i progetti” mi spiega Tiziano, e questa semplificazione ha permesso di arrivare all’osso del progetto consentendo in un paio di settimane di avere un mock-up di tutte le parti del sito, in modo da poterlo presentare a tutti gli stakeholders per raccogliere i loro feedbacks, testare il modello e in caso aggiustare il tiro.
In meno di un mese avevano quindi potuto verificare il progetto Lovli. “I feedback sono stati così positivi da tutte le persone coinvolte che ci hanno portato ad alzare le nostre aspettative; quindi invece di partire in piccolo, come pensavamo inizialmente, abbiamo deciso di partire… medio, diciamo”.
Nella fase seguente quindi il team si è concentrato nel realizzare dal vero ciò che avevano testato, implementando le nuove idee e risolvendo gli evenutali problemi emersi. Grazie al loro background molto forte in marketing, le parti di comunicazione e prodotto sono andate molto bene, alcuni rallentamenti invece si sono riscontrati nella parte hardware, che i due hanno affidato ad un developer indiano.
Tiziano mi ha rivelato che la scelta è stata dettata da ovvie considerazioni di mercato, ma a parte il prezzo che ovviamente è più competitivo, Tiziano ha trovato anche una maggiore professionalità nei programmatori asiatici.

Partire medi, ha imposto alcune considerazioni anche di risorse umane, a breve poi entrerà anche uno sviluppatore interno, i ritardi hanno infatti rivelato la strategicità di avere un programmatore interno al team. Si sono poi aggiunti 3 collaboratori esterni che si occupano di fare scouting di talenti a Roma e Cagliari e che curano il rapporto personale con i vari designer, attività che riveste un ruolo strategico nell’identità e unicità del modello Lovli.

Dopo aver discusso con Carlo Rossi (iubenda) della difficoltà di coinvolgere risorse umane in un processo di startup ero curiosa di sapere da Tiziano come sia avvenuta questa crescita di organico, quali canali avessero usato,… Visti i primi passi di lovli, anche questo passaggio non poteva che essere stato estremamente ben organizzato e strutturato: “Non volevamo un assunzione classica, abbiamo quindi fatto dei profili ideali delle persone che avremmo voluto coinvolgere e poi abbiamo passato in rassegna il nostro network di conoscenze alla ricerca di persone che rispondessero a quei criteri. Il ragazzo di Roma era un mio compagno di univeristà con cui avevo mantenuto un blando contatto tramite i social; me lo ricordavo come un ragazzo in gamba già a suo tempo e dal profilo ho scoperto che oggi lavora per il ministero delle politiche giovanili, posizione strategica per il nostro progetto. La ragazza di Cagliari l’ho conosciuta tramite la mia fidanzata, ha   fatto esperienza nella più grande casa editrice spagnola. Infine la ragazza di Milano ha fatto il corso d’incubazione startup della camera di commercio assieme a noi”.
Il tipo di monetizzazione dell’impegno è a retribuzione posticipata, inizieranno a percepire da giugno, quando la piattaforma sarà operativa. “questa è la ragione principale per cui ci eravamo dati 3 mesi di tempo dall’idea al lancio; non siamo imprenditori annoiati che decidono di lanciarsi in una nuova avventura imprenditoriale, non possiamo permetterci una fase di sviluppo troppo lunga; la regola è ottimizzare!

Concludiamo la nostra chiaccherata con una domanda un po’ ideologica: cosa significa per te essere imprenditore?

Più cose assieme:
1- poter vivere di ciò che hai creato: un buon stipendio per te e per le persone che lavorano per te, non lo stesso stipendio, ma il benessere generato dev’essere distribuito per creare un circolo virtuoso coinvolgendo il territorio (famiglie dei dipendenti, i figli e le scuole, il vicinato, attività limitrofe) in italia l’imprenditoria si è staccata dal territorio. Nei paesi anglosassoni è una cosa normale, le aziende si occupano del territorio circostante, il pubblico non mette apposto una piazza, lo fanno le aziende;
2- la passione, da dipendente le soddisfazioni si esauriscono in fretta, ci si dà da fare per mesi per un traguardo ma dopo la telefonata alla ragazza o alla famiglia, l’adrenalina scende; con una propria attività è diverso, i successi sono più piccoli ma durano molto più a lungo
“.